Mai usato,nemmeno aperto,vendo causa doppio regalo. Ottimo per la cameretta dei bambini (indicato per neonati).
Umidificatore per microclima ideale per ogni tipo di ambiente. Il giusto grado di umidità fino a 9 ore di autonomia. Vendo 25 euro.
Perché umidificare?
La necessità di umidificare un ambiente è determinata da alcune caratteristiche:
importanza di benessere e comfort (in casa, ufficio, negozio).
presenza di materiali igroscopici (capaci di assorbire acqua dall’aria) (in negozi di mobili, industrie tipografiche e tessili, industrie agro-alimentari ecc.);
presenza di elettricità statica (in industrie elettroniche, centri di calcolo ecc.)
Il benessere nelle stagioni fredde
E’ esperienza comune il fatto che in una giornata fredda d’inverno, entrando in un ambiente riscaldato, spesso si provi una sensazione di fastidio agli occhi e alle mucose, per esempio al naso e alla gola.
E’ ovvio - si dirà - è l’aria troppo secca.
Giusto, ma perché il problema c’è anche quando fuori vi ènebbia ? Nebbia significa aria satura di umidità, cioè umidità relativa al 100%. Allora, perché l’aria in casa è ancora troppo secca?
Per rispondere bisogna rifarsi alle proprietà fisiche dell’aria che contiene vapore acqueo, che sono l’oggetto di una disciplina chiamata “psicrometria”.
Proviamo a farlo in modo semplice con un esempio. L’aria può contenere una quantità di vapore acqueo (umidità) che varia moltissimo a seconda della temperatura. Il vapore acqueo, come ogni gas, tende a distribuirsi in modo uniforme, ovunque possa espandersi. Allora?
Il problema è che noi percepiamo l’umidità relativa, non l’umidità assoluta.
Un metro cubo d’aria esterna a zero gradi e al 75% di umidità relativa contiene 2,9 grammi di vapore acqueo; la stessa aria riscaldata fino a venti gradi (l’interno della casa) senza aggiungere vapore acqueo, ha un tasso di umidità relativa del 20%, che è davvero troppo poco per stare bene! L’umidità relativa minima indispensabile per il benessere delle persone è intorno al 30%.
Già - si obietterà - ma in casa a volte ci sono i panni stesi ad asciugare o l’acqua della pasta che bolle, insomma tante sorgenti di umidità di cui tenere conto. Tutto vero, ma quanto dura l’effetto? In casa si entra e si esce, si cambia aria, i muri stessi traspirano, per non parlare delle inevitabili piccole fessure. Uno dei fatti poco noti è che un piccolo ricambio d’aria, comead esempio l’apertura di una finestra, se ha un effetto trascurabile sulla temperatura dell’ambiente, provoca invece una perdita di umidità relativa ben più importante. In altre parole, il vapore acqueo “scappa fuori” molto più velocemente del calore, proprio a causa delle proprietà fisiche dei gas. Si arriva quindi al paradosso che d’inverno cambiare aria senza aggiungere umidità, può peggiorare la qualità dell’aria perché la rende troppo secca.
Altro mito da sfatare: i recipienti pieni d’acqua appoggiati sui termosifoni. Spesso begli oggetti, magari antichi, ma… non funzionano come si ritiene. Per verificarlo basta misurare l’umidità con un semplice igrometro da parete, con e senza l’acqua nel recipiente. Probabilmente non riusciremo nemmeno a misurare una differenza.
Gli effetti dell’aria secca su persone e cose
Abbiamo visto perché negli ambienti riscaldati l’umidità relativa è molto spesso insufficiente. Ma quali sono i problemi che l’aria troppo secca causa sulle persone e sulle cose?
Per le persone, in parte lo abbiamo già accennato: il senso di fastidio agli occhi, cioè la secchezza della cornea, che spesso diventa un vero e proprio problema per i portatori di lenti a contatto. La secchezza delle mucose delle vie respiratorie, che oltre a oltre ad aggravare asma e fatti allergici nelle persone predisposte, diminuisce le difese immunitarie. Esistono degli studi scientifici effettuati nelle scuole materne che evidenziano una forte correlazione tra il numero di assenze per malattie infettive invernali e il tasso di umidità relativa nelle aule, confrontando una situazione normale con una ad umidità controllata. Altri studi mettono in relazione la insufficiente umidità con mal di testa, senso di stanchezza e una diminuzione di produttività nei lavori sedentari.
Se consideriamo invece l’effetto della scarsa umidità sulle le cose, gli esempi davvero non mancano. Quelle antiestetiche fessure o crepe che appaiono sui pavimenti di legno all’inizio dell’inverno, e durano fino a primavera, sono dovute all’umidità troppo scarsa: il legno ha un contenuto d’acqua in continuo scambio con l’ambiente circostante, che ne influenza dimensioni e forma. Lo stesso vale per i mobili (soprattutto quelli antichi, costruiti in legno pieno), gli strumenti musicali, i quadri.
C’è anche un effetto fisiologico dell’umidità che spesso non viene considerato: l’effetto sulla sensazione di caldo o di freddo. Tutti sanno che la sudorazione è un importante meccanismo di regolazione termica dell’organismo: l’evaporazione del sudore sottrae calore (raffredda). Consideriamo la situazione d’estate: quando fa caldo, l’aumento della sudorazione tende a riportare la temperatura della pelle ad un valore confortevole. Una elevata umidità dell’aria ostacola l’evaporazione (situazione di afa), mentre l’aria secca favorisce l’evaporazione e quindi il raffreddamento. Ma come agisce questo meccanismo d’inverno? Di nuovo, l’aria più secca favorisce l’evaporazione e quindi il raffreddamento della pelle. L’effetto più immediato di questo fenomeno è che a parità di temperatura, più l’aria è secca e più sentiremo freddo. Alle temperature tipiche delle nostre case d’inverno, la “temperatura apparente” (cioè la percezione soggettiva di temperatura che esprime lo stato di benessere delle persone) aumenta di circa 2°C se si aumenta l’umidità relativa dal 25% al 50%. In altre parole, se il livello di umidità è corretto, oltre a tutti i vantaggi sulla nostra salute, potremo riscaldare meno e risparmiare sul costo del riscaldamento!
Naturalmente non si può affermare sempre che “umido è bello”, nel senso che esiste un eccesso opposto. E’ noto, ad esempio che un eccesso di umidità favorisce la formazione di muffe e la proliferazione degli acari, una delle principali cause di allergia negli ambienti domestici. In generale aumentare l’umidità relativa ad un livello superiore al 50% - 60% non dà più alcun beneficio, ma anzi inizia a creare altri problemi. Il livello ottimale si può situare fra il 40% e il 50%.
L’argomento dell’umidità per il nostro benessere e per la conservazione dei beni delicati diventa quindi un problema di equilibrio, o meglio di regolazione, che esclude le soluzioni semplicistiche.
Come umidificare l’aria
Abbiamo visto che umidificare l’aria negli ambienti in cui viviamo e lavoriamo d’inverno può migliorare sensibilmente la qualità della vita.
Come si umidifica l’aria? Esistono svariate soluzioni con pregi e difetti, ma che spesso richiedono continui interventi, e a volte sono addirittura pericolose sotto il profilo igienico. La maggior parte non risolve il problema dell’aria secca in modo adeguato.
Esistono infatti alcuni principi comuni da rispettare: un sistema di umidificazione efficace deve:
umidificare quando serve in modo automatico, senza dipendere da un serbatoio da riempire ogni giorno; meglio se usa acqua di rubinetto senza requisiti particolari.
Evitare rischi igienici dovuti all’acqua stagnante: siamo sicuri che a fine stagione ricorderemo di svuotare l’umidificatore?
Regolare con precisione la quantità di vapore emesso secondo il bisogno.
Disperdere velocemente il vapore acqueo nell’aria senza creare punti bagnati |